1x, 2x o Rohloff: cosa scegliere davvero
Quando si parla di bici da viaggio, la trasmissione è uno degli elementi più sottovalutati nella scelta iniziale e uno di quelli che, sul campo, fanno la differenza più netta tra un viaggio fluido e uno faticoso.
1x o 2x.
Cambio tradizionale o mozzo interno come Rohloff.
Pacco pignoni enorme o rapporti più ravvicinati.
Il problema non è la mancanza di opzioni, ma il fatto che le stesse soluzioni vengono spesso valutate fuori dal contesto reale del viaggio.
Nel viaggio, la trasmissione non serve a “performare”.
Serve a continuare a funzionare, giorno dopo giorno, con carico, fatica e condizioni non ideali.
Trasmissione da viaggio: il contesto prima della tecnologia
Una trasmissione da viaggio non si sceglie in astratto (il metodo completo per valutare una bici nel suo insieme è approfondito in Bici da viaggio - Guida alla scelta).
Si sceglie in funzione di tre fattori che lavorano insieme:
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tipo di percorso
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carico (quanto e per quanto tempo)
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continuità dello stress
Una bici che viaggia su asfalto con carico costante richiede una trasmissione diversa da una che affronta sterrato irregolare, rilanci continui e pendenze variabili.
Ed entrambe sono diverse da una bici pensata per settimane di piste remote con carico strutturale.
1x, 2x o Rohloff: differenze pratiche, non ideologiche
2x: quando la continuità conta più della semplicità
Il doppio davanti resta una scelta estremamente efficace nel viaggio su asfalto e su fondi scorrevoli, soprattutto con carico.
Il vero vantaggio non è il numero di rapporti, ma la progressione:
rapporti più ravvicinati permettono di mantenere una cadenza costante per ore, riducendo l’affaticamento.
Esempio concreto:
su una bici da viaggio con borse posteriori, pedalare per 6–8 ore su asfalto leggermente ondulato diventa molto più gestibile se i salti tra i rapporti sono piccoli. Qui il 2x lavora “in silenzio”.
Non è una soluzione superata.
È una soluzione coerente.
1x: controllo e semplicità su percorsi variabili
Il monocorona funziona molto bene quando:
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il fondo cambia spesso
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il ritmo non è costante
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la priorità è ridurre regolazioni e complessità
Nel viaggio misto o nel bikepacking evoluto, il 1x permette di concentrarsi sulla guida e sul terreno.
Il limite emerge soprattutto su asfalto e carico costante, dove i salti più ampi tra i rapporti possono rendere difficile trovare la “cadenza giusta”.
Il 1x non è un compromesso: è una scelta logica quando il percorso lo è.
Rohloff: quando la trasmissione diventa parte della struttura
Il Rohloff non è una trasmissione “migliore”.
È una trasmissione diversa.
Ha senso quando:
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il carico è strutturale
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il viaggio è lungo e ripetuto
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la manutenzione deve essere minima
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la trasmissione deve funzionare sempre, anche sotto stress
In un viaggio heavy duty, con carico importante e fondo irregolare, il Rohloff offre una continuità di funzionamento che i sistemi tradizionali raggiungono solo con maggiore attenzione e manutenzione.
Non è una scelta universale.
È una scelta coerente per certi viaggi.
Rapporti e sviluppo metrico: cosa conta davvero
Qui si entra nel punto più frainteso.
Nel viaggio non conta il range teorico.
Conta lo sviluppo metrico realmente utilizzabile, che influenza direttamente anche comfort e continità della pedalata, tema che si intreccia con la gestione di pressione e sezione gomme nel viaggio (vedi Gomme e comfort — Guida).
In termini semplici:
lo sviluppo metrico è la distanza percorsa a ogni giro di pedale.
Nel viaggio serve:
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uno sviluppo molto corto per salire con carico senza forzare
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uno sviluppo medio confortevole per ore di pedalata
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non serve quasi mai uno sviluppo lunghissimo “da velocità”
Esempio pratico:
una bici carica che affronta una salita lunga al 6–8% non ha bisogno di un rapporto “sportivo”, ma di un rapporto che permetta di girare agile quando sei già stanco.
Se il rapporto più corto è “appena sufficiente”, nel viaggio diventa insufficiente.
Per questo, spesso:
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è meglio un range leggermente più contenuto ma ben sfruttabile
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che un range enorme con rapporti estremi poco usabili
Trasmissione e carico: come cambiano le scelte
Il carico modifica radicalmente il modo in cui una trasmissione lavora.
Con carico leggero e variabile:
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si accettano più facilmente compromessi
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il monocorona funziona molto bene
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i salti tra i rapporti sono meno critici
Con carico continuo e strutturale:
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i rapporti corti diventano fondamentali
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la progressione conta più del numero di velocità
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la trasmissione lavora sempre sotto coppia
È qui che emergono le differenze tra una trasmissione “adatta” e una semplicemente “funzionante”.
Molti progetti travel di marchi come Genesis, Bombtrack, Surly e Jamis nascono proprio da questa logica: scegliere soluzioni affidabili, prevedibili, facilmente gestibili nel tempo.
Esempi concreti di scelte coerenti
Viaggio su asfalto con carico continuo
Trasmissione 2x con rapporti ben spaziati e sviluppo corto reale.
Priorità a progressione fluida, cadenza costante e riduzione dell’affaticamento su lunghe giornate.
Viaggio misto / bikepacking evoluto
Trasmissione 1x con pacco pignoni ben scelto e rapporto agile sufficiente per salite con carico variabile.
Semplicità, controllo e adattabilità contano più della finezza assoluta.
Adventure e viaggio heavy duty
Rohloff o trasmissioni molto robuste con rapporti realmente corti.
Affidabilità, continuità e capacità di lavorare sotto stress vengono prima di tutto.
Affidabilità e reperibilità: il vero discrimine
Nel viaggio reale, la trasmissione deve:
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tollerare sporco e usura
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essere regolabile senza strumenti specialistici
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usare componenti facilmente reperibili
Qui spesso vincono soluzioni meno “alla moda”, ma più robuste e diffuse.
Nel viaggio, l’affidabilità percepita conta meno dell’affidabilità reale. Molti errori nascono proprio da una valutazione superficiale della trasmissione, come spiegato in Errori nella scelta — Bici da viaggio.
Quando ha senso complicarsi la vita
Ha senso scegliere una trasmissione più complessa quando:
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il percorso lo richiede davvero
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il beneficio è costante, non occasionale
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la complessità riduce altri problemi
Non ha senso farlo quando:
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la scelta nasce da confronto teorico
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il vantaggio è marginale
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la manutenzione diventa un peso
Nel viaggio, la trasmissione giusta è quella che smetti di notare dopo il primo giorno.
In conclusione
La trasmissione ideale per una bici da viaggio non è quella più discussa, né quella più tecnologica.
È quella che:
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ti permette di salire senza forzare
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mantiene una cadenza naturale per ore
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continua a funzionare quando sei stanco, carico e lontano da casa
Quando succede, la trasmissione ha fatto il suo lavoro.
FAQ – Trasmissione e viaggio
Meglio 1x o 2x per una bici da viaggio?
Dipende dal percorso. Il 2x funziona molto bene su asfalto e carico continuo; il 1x è ideale su percorsi misti e variabili.
Il Rohloff è sempre la scelta migliore per viaggiare?
No. È una scelta molto coerente per viaggi lunghi e carichi strutturali, ma non necessaria né ideale per tutti gli scenari.
Conta di più il range o lo sviluppo metrico?
Conta lo sviluppo metrico realmente utilizzabile. Un rapporto corto davvero efficace vale più di un range teorico enorme.
Perché i rapporti corti sono così importanti nel viaggio?
Perché permettono di salire con carico senza forzare quando la fatica è già presente. Nel viaggio si pedala stanchi, non freschi.
Una trasmissione semplice è sempre meglio?
È meglio quando riduce problemi reali. La semplicità è un valore solo se migliora affidabilità e gestione nel tempo.
Posso cambiare trasmissione in seguito?
In parte sì, ma alcune scelte (come Rohloff o certi range) vanno valutate già in fase di progetto del telaio e dell’uso previsto.